Calciatori e gioco d’azzardo

francesca

Sportivi e gioco d'azzardo

Il mondo del gioco d’azzardo è ormai sempre più strettamente collegato con quello dello sport. Sono sempre di più, infatti, gli uomini sportivi che si sono avvicinati ai casino e ai suoi giochi più importanti e diffusi, talvolta anche giocando in maniera massiccia, forse troppo. Non è poi così poco frequente sapere che c’è un noto calciatore o un ricco cestista della NBA andare a giocare al blackjack o alle slot machine.

Tanto che anche la cronaca nazionale, anche quella che non deve per forza raccontare le gesta sportive dei grandi campioni sul proprio campo, si è spesso occupata di gente che, oltre a fare il giocatore nella propria attività di punta, lo è anche quando c’è da fare grosse puntate. Dalla passione coltivata per staccare dal proprio lavoro alla ludopatia vera e propria, purtroppo, il passo è diventato sempre più breve.

I casi più celebri

Purtroppo, di casi celebri di esponenti del mondo dello sport che si sono complicati la vita a causa del proprio morboso attaccamento al gioco d’azzardo. Ce ne sono tanti. Ha destato scalpore la testimonianza data da Kieron Dyer, calciatore inglese che nella sua autobiografia ha fatto sapere che gli elementi della Nazionale giocavano d’azzardo e scommettevano, tanto da accumulare debiti di una certa rilevanza.

Anche 100 mila euro erano i debiti che i giocatori accumulavano a vicenda, visto che, data la loro disponibilità economica, piazzavano delle scommesse tra loro senza affidarsi ai tradizionali bookmakers inglesi. “Giocavamo l’un l’altro nelle stanze, dietro le porte chiuse. Eravamo come bevitori clandestini, ci nascondevamo per non essere beccati. Non c’era la droga ma il gioco d’azzardo e c’era una parte considerevole di noi che ne era dipendente”, scrive Dyer.

Un giocatore top del nostro campionato, che non ha mai negato la sua passione per alcuni vizi, è Radja Nainggolan. Centrocampista belga che ha destato scalpore per la sua scelta di tornare a giocare nel Cagliari dopo aver toccato le vette con Roma e Inter, ama molto giocare ai giochi da casino. E nel dicembre del 2018 è stata resa nota la notizia di una sua perdita per 150 mila euro al Casino di Lugano.

Perdite clamorose

Finora, però, abbiamo grattato solo la superficie del rapporto tra gli sportivi e il gioco d’azzardo. Di esempi, anche abbastanza estremi, ce ne sono tanti. Come Scott Davies, ex calciatore noto nel campionato inglese anche per avere un rapporto piuttosto stretto con la ludopatia, una bestia che non è facile sconfiggere. E la sua testimonianza dopo il ritiro dal calcio giocato parla di momenti di pura follia.

Guadagnavo 400 sterline a settimana ma li spendevo al gioco – ha dichiarato -. In quel momento mi sono accorto che per me il gioco d’azzardo era diventato una dipendenza. A fine stagione dovevo 2000 sterline ad un mio compagno. Per la prima volta ho chiesto soldi alla mia famiglia per saldare quel debito. Me li hanno dati e mi dicevo che non sarebbe mai più accaduto”.

Anche Arturo Vidal, forte centrocampista che ha giocato anche in serie A con la Juventus, ha dimostrato un certo appeal con il gioco d’azzardo. E proprio dopo una nottata al casino, il giocatore del Barcellona è arrivato anche a distruggere la sua Ferrari dopo averla guidata alle 7 del mattino completamente ubriaco…

Dunque, gli esempi di sportivi sul filo della ludopatia non mancano. Una cosa, però, è importante: questi esempi, non seguiteli…

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